Del Piero in Brasile, perché no?
In Brasile si guarda sempre con interesse al calcio internazionale, principalmente ai campionati di Italia, Spagna e Inghilterra. Nemmeno gli sportivi brasiliani saranno quindi rimasti indifferenti a quanto accaduto ieri nell’ultima giornata del campionato italiano.
Del Piero, Gattuso, Nesta e Pippo Inzaghi, campioni che per vent’anni sono stati espressione della tradizione calcistica italiana hanno salutato i propri tifosi, indossando (forse) per l’ultima volta quella maglia a cui è legata gran parte della loro carriera. Nonostante la non più giovane età, per loro non è ancora giunto il momento di appendere gli scarpini al chiodo. Lo hanno detto chiaramente: si sentono bene, hanno ancora voglia di allenarsi, di giocare e di sentirsi ancora protagonisti. Anche se difficilmente li vedremo ancora nel campionato italiano. Questione di rispetto o di ingaggio, per alcuni; per altri di ritmi e stress difficili da sostenere per una stagione intera.
Meglio guardare all’estero verso campionati meno impegnativi e con ricchi proprietari disposti a offrire contratti principeschi anche a un giocatore di 37 anni. Stati Uniti, Asia e Arabia Saudita finora sono state le mete preferite per finire la carriera. Una sorta di prepensionamento, diciamo. Ma se davvero Del Piero e compagni vogliono rimettersi in gioco, continuando tuttavia a guadagnare bene, potrebbero fare un pensierino al Brasile.
Finali degli Estaduais, aspettando il Brasileirao 2012

Ritorno a scrivere su questo blog dopo qualche mese di pausa in cui non mi sono affatto allontanato dal calcio brasiliano. Al contrario, oggi ho l’opportunità di seguirlo ancor più da vicino ma questo potete leggerlo nella sezione Chi Sono, appena aggiornata.
Parliamo delle finali del campionato paulista e del campionato carioca, ovvero gli eventi principali di questo fine settimana. Dal punto di vista del pronostico, non c’è molto da dire. Sia il Santos che il Fluminense hanno chiuso i giochi già nelle gare d’andata rispettivamente contro Guarani e Botafogo.
Il Santos è sicuramente la squadra brasiliana e sudamericana più in forma del momento. Con un Neymar in condizione stratosferica, la formazione bianconera ha “asfaltato” tutti gli avversari incontrati sul proprio cammino, basti guardare l’8-0 inflitto al Bolivar in Copa Libertadores. Il pericolo, come ricordato dal tecnico Muricy Ramalho, è proprio l’eccesso di entusiasmo. Tutti i giocatori vogliono giocare e nessuno vuole limitarsi ma la dirigenza non vuole rischiare infortuni a pochi giorni dall’inizio del Brasileirao 2012.
Infortuni che hanno già colpito il Fluminense che domani scenderà in campo senza il suo capocannoniere Fred, infortunatosi proprio in Libertadores. Tra gli indisponibili per domani anche la rivelazione del campionato carioca, Wellington Nem. Il 19enne del Fluminense è sicuramente uno dei giovani talenti del calcio brasiliano da seguire. Per fortuna il suo infortunio non è serio e dovrebbe recuperare per la sfida contro il Boca Junior.
Si ritira Marcos, storico portiere del Palmeiras
Fine di una era: il portiere Marcos, il più grande idolo della recente storia del Palmeiras, ha deciso di appendere scarpini e guanti al chiodo.
Già da qualche tempo circolava la notizia e ieri è arrivata l’ufficialità. Il 38enne Marcos si è presentato al ritiro del Palmeiras e dopo un colloquio con la dirigenza ha annunciato la sua decisione di andare “in pensione”.
Conosciuto in Brasile con il soprannome “o Santo” (il Santo), Marcos Roberto Silveira dos Reis è stato l’estremo difensore titolare nella seleção che conquistò il quinto titolo mondiale nel 2002 in Corea e Giappone. Il Mondiale, insieme alla conquista della Copa Libertadores s nel 1999 è stato forse il punto più alto della carriera di Marcos che ha disputato 530 partite con la maglia del Palmeiras.
Il Flamengo prova a convincere Ronaldinho e Thiago Neves
Il Flamengo prova a tracciare la strategia per la prossima stagione tra rinnovi di contratto e colpi di mercato. I dubbi da sciogliere per la presidente Patricia Amorim riguardano soprattutto alcuni giocatori attualmente in rosa tra cui alcuni big come Ronaldinho e Thiago Neves.
Finora l’unico contratto prolungato è stato quello del centrocampista Renato che vestirà la maglia del Flamengo almeno per un altro anno. Il club sta trattando anche con il portiere Felipe e per la settimana prossima è previsto un incontro che potrebbe essere decisivo. Il cartellino del giocatore appartiene per il 25% al Bragantino e per il resto a un gruppo di agenti e procuratori. Il contratto di Felipe col Flamengo scade il prossimo 31 dicembre ma il giocatore vorrebbe rimanere.
Juve, Inter e Milan seguono Ralf del Corinthians
Il campionato brasiliano è terminato da una settimana ed è normale che i giocatori che più si sono messi in evidenza finiscano nelle mire delle squadre europee. Ancor più perché si avvicina la sessione di mercato invernale e molti club cercano rinforzi per la seconda parte della stagione. Secondo alcune voci di corridoio Juve, Inter e Milan seguono con interesse il centrocampista Ralf del Corinthians che insieme a Paulinho è stato un titolare inamovibile nella formazione campione del Brasileirao 2011. [Ecco un video con le sue migliori giocate]
Ralf è un mediano, il tipico “cane da guardia” molto bravo nell’anticipo e nello spezzare le azioni avversarie. Nonostante il ruolo di ruba palloni è un giocatore che sa tenere a freno l’irruenza tanto che quest’anno ha preso soltanto 6 cartellini gialli e non è stato mai espulso. Con Ralf il Corinthians ha guadagnato solidità a centrocampo e Mano Menezes lo ha già chiamato in nazionale.
La tragica profezia di Socrates
Se penso a Socrates, la prima cosa che mi viene in mente è una videocassetta sulla storia della nazionale di calcio italiana dal 1978 al 1990.
Faceva parte di una raccolta comprata da mio zio: l’avevo doppiata artigianalmente e non mi stancavo mai di guardarla. Avevo 8-9 anni ma avrei voluto essere più vecchio di qualche anno solo per poter avere memoria di quella famosa notte d’estate del 1982, la notte di Italia-Brasile 3-2.
In quella storica partita, Socrates segnò il gol del momentaneo 1-1 ricevendo in area di rigore un passaggio filtrante di Zico e infilando Zoff con un piattone preciso e potente sul primo palo. Quante volte ho visto e rivisto quell’azione sulla videocassetta e quante volte ho provato a imitare quel gesto tecnico sui campetti di buche, sassi e pozzolana del mio quartiere!
In quella videocassetta c’erano Falcão, Zico e Rivelino ma Socrates era impressionante. A quell’epoca era difficile trovare un calciatore alto più di 190 cm che combinasse forza fisica, velocità e al tempo stesso una tale eleganza nei movimenti.
In quegli anni e in quelli successivi, dove il mito di certi giocatori brasiliani i ragazzi della mia età l’hanno conosciuto attraverso film come “L’allenatore nel pallone” e ”Paulo Roberto Cotechinho”, l’impegno politico e sociale di Socrates mi era completamente sconosciuto. Non avevo idea di che personaggio fosse dentro e fuori dal campo, come riporta questo bellissimo articolo di Tommaso Pelizzari su Corriere.it.
Socrates ammirava Che Guevara e ci assomigliava pure con quella barba folta e la fascia intorno ai capelli . Ma Socrates, come altri campioni brasiliani di ieri e di oggi, amava anche fumo, alcool e belle donne. Talento, carisma e dissolutezza: elementi ricorrenti nella storia di altri campioni del passato, come George Best, che solo la morte ha fatto diventare leggenda.
E perché la storia di Socrates possa già oggi diventare leggenda basta ricordare una sua frase, datata 1983. Alla domanda di un giornalista: “Come immagini la tua morte?”, lui rispose “Quero morrer em um Domingo e com o Corinthians Campeão” (voglio morire di domenica e con il Corinthians campione”).
Qualcuno lassù deve averlo ascoltato, il Brasileirao 2011 non poteva avere un epilogo differente.
Adeus doutor, descanse em paz.
Corinthians a 90 minuti dal titolo, il Vasco continua a sperare
Si gioca stasera l’ultima giornata del campionato brasiliano di calcio. Sarà l’ultimo atto dell’avvicente testa a testa tra Corinthians e Vasco che ha caratterizzato tutta la seconda parte del campionato.
La formazione paulista è vicinissima alla conquista del titolo: con 2 punti di vantaggio sulla rivale ha a disposizione 2 risultati su 3 per assicurarsi matematicamente il titolo. Se anche arrivasse una sconfitta contro il Palmeiras, il Vasco dovrebbe comunque battere il Flamengo nel derby.
Ecco tutti i pronostici delle partite di oggi:
Perché oggi è più difficile contrattare giocatori brasiliani?
C’era una volta l’Europa, destinazione preferita di tutti (o quasi) i giovani talenti del calcio brasiliano.
Fino a pochi anni fa, la strada per arrivare al successo, alla fama, ai soldi passava obbligatoriamente per il vecchio continente. Si facevano carte false (vedi il caso Eriberto alias Luciano) per poter approdare in una qualunque squadra della Serie A italiana, della Premier League inglese o della Liga spagnola.
I talenti sbocciavano giovanissimi in qualche club malandato della periferia di Rio o Sao Paulo e club come Barcellona, Real Madrid, Manchester United o Milan, tanto per citarne alcuni, erano pronti a comprarli per cifre irrisorie e trasformarli in campioni. Non serve tornare indietro agli anni ’80 quando i più forti calciatori brasiliani dell’epoca militavano tutti o quasi nel campionato italiano (ricordiamo Junior, Falcão, Sócrates, Zico ecc..) basti ricordare i più recenti casi di Ronaldo, Rivaldo, Ronaldinho, Kaká e Adriano.
Oggi però la tendenza è cambiata e per i grandi club europei non è più così facile e soprattutto economico contrattare giocatori brasiliani. Perché?




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