Il messaggio di Dunga: patriottismo, sangue, pressione e privacy

by Stefano on

Dopo tre anni e mezzo, 53 partite, 89 giocatori…la lista (di convocati) era sulla bocca di ogni brasiliano. In due minuti e mezzo Dunga ha elencato i nomi dei 23 giocatori che porterà al mondiale: Dentro Grafite (WB) e fuori Adriano. Niente Ronaldinho, Neymar e Ganso.

Dopo, una lunga conferenza stampa di cui riporto i passaggi importanti.

Quando la CBF mi ha chiamato, il Presidente Ricardo Texeira mi disse che dovevo portare avanti un rinnovamento, per una serie di fattori che tutti sanno: la campagna (mediatica?) della Coppa, la chiusura di un ciclo per alcuni giocatori..ed è stato importante che lui mi abbia dato autonomia di scelta.

In questi tre anni e mezzo ho affrontato le critiche, l’invasione della mia privacy, la forma di come hanno trattato me e la mia famiglia. Tutto questo sarà stato fatto invano, voglio dire, c’è un prezzo da pagare per vincere e io sono disposto a pagarlo. Io e i giocatori.

Mia madre è stata professoressa di geografia e storia e mi ha insegnato a essere patriota. Ognuno che è qui deve essere patriota. Chiedo che ci appoggiate, che i tifosi apprezzino il nostro paese, che abbiano certezza che faremo il possibile per il nostro paese.

Adriano. gli abbiamo dato parecchie chance, ma per coerenza, convizione e compromesso ho fatto una scelta che è per il bene del collettivo. Il mio cuore parla una cosa ma la ragione un’altra.

La fase di Kakà. è indispensabile parlare della sua qualità e capacità. Come Robiho, sono giocatori che devono sentirsi protagonisti. Non è facile passare da Rio a Sao Paulo, figurarsi dall’Italia (dove era protagonista con il Milan) al Real dove aveva grande responsabilità, nuova preparazione fisica, altri metodi di allenamento..Kakà con noi riceverà tutte le condizioni per fare bene.

Su Julio Baptista e Doni. C’è un giocatore chiamato Totti che è il padrone di Roma, più grande di lui c’è solo Nerone, e Julio gioca nella sua stessa posizione. Doni ha avuto attriti con il suo club per aver accettato la convocazione contro l’Inghilterra, alla fine dello scorso anno. Quando è tornato è stato messo come riserva. Se io, come comandante della seleçao, ho messo sin dall’inizio compromesso e passione per la nazionale, attitudine, piacere di giocare..quando un giocatore ha questa decisione e il club lo penalizza, posso non convocarlo più?

Botte. Nella mia carriera ho preso un sacco di botte. Ma non ho mai fatto la vittima: parlo ai miei giocatori, non siamo vittime non siamo qui per trovare scuse, ma per trovare soluzioni.

Tifosi che “gufano”. Ci sono quelli che non vogliono essere felici…non possiamo piangere per quelli. Dobbiamo essere felici con il popolo lavoratore brasiliano. La seleçao deve dare il sorriso a quelli che si svegliano alle 3 di mattina per lavorare.

Era Dunga. Anche la mia generazione fu criticata…

Paura di sbagliare. Dopo quello che mi è successo nel ‘90? immagina se avessi sbagliato quel rigore nel ‘94..ma il mio pensiero non era sbagliare. Se mi sono preparato, qual è il timore? Era una opportunità unica.

Terrorismo. La stessa pressione che avevo nel ‘94 ce l’ho adesso. C’è gente che dice “se perde..vedrà!”: questo è terrorismo, è minaccia!

Schiavi. Il mio unico interesse è la nazionale. Soffriremo, sputeremo sangue ma tutti siamo discendenti di schiavi. Quanto più mi picchiano, più non penso al sangue e altre cose. Penso nelle cose buone che voglio fare.

Confronti tra Neymar e Ganso e Pelé. Se qualcuno incontrasse uno come Pelé me lo porti. Sarà capitano, padrone della squadra e giocherà anche con la gamba ingessata. Questo ragazzo chiamato Pelé..non può essere paragonato con nessuno.

Su Ronaldinho. Non voglio che diciate che porto rancore. Ma sono due anni che dite che nessun allenatore ha messo Ronaldinho nella sua posizione. Ognuno ha avuto la sua opportunità, le qualità di Ronaldinho non si discutono ma devo fare delle scelte. Dicono, sta bene nel suo club ma mi importa di più di ciò che avviene in nazionale.

Grafite. Il giocatore sta in nazionale per giocare. Mostrare la stoffa del campione. Grafite ha una caratteristica simile a Adriano, lo osservavamo e lui quando lo abbiamo convocato la prima volta non ha avuto paura, è entrato e ha giocato come sempre.

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Written by: Stefano

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