Felipe Melo, prima intervista dopo l’eliminazione del Brasile. In esclusiva, ecco la traduzione integrale:

by Stefano on


A Paraty, città storica nello stato di Rio de Janeiro, Felipe Melo ha ricevuto Patricia Poeta per conversare su una storia ben recente. In un gioco collettivo, come il calcio, tutti indicano lui come il solo  che deve caricarsi il peso della sconfitta brasiliana nella Coppa.

PP – Come stanno trascorrendo i tuoi giorni in Brasile da quando sei arrivato?

FP– Tranquillamente. Pensavo molto più movimentati, diciamo così..ma io esco per strada e l’affetto della gente è grande. Ho visto che il popolo brasiliano mi vuole bene.

PP– Sei già riuscito toglierti dalla testa quella partita contro l’Olanda?

FP– No, no..

PP– Cosa senti in un momento come questo?

FP– Un’angustia molto grande, una tristezza per non poter tornare indietro. Cavolo, quei due gol..non accetto questa sconfitta, non riesco ad accettare il modo in cui è arrivata.

PP– All’uscita dello stadio, nessuno della seleçao riusciva ad accettare la sconfitta

FP– Ho cominciato a piangere compulsivamente, piangevo come un bambino, como mai ho pianto in vita mia. Mi sono guardato di lato, piangevo molto forte, non potevo piangere dentro il pulman ma quando mi sono guardato attorno, tutti stavano piangendo.

PP– Ti sei sentito un po’ in colpa per quello che è successo?

FP– Mi sento in colpa, ho la mia parte di colpa. Tuttavia, quando mi fermo a pensare: “avrei potuto fare meglio? no”. Tutto quello che ho potuto fare in campo l’ho fatto.

PP– Nel primo tempo, tutta la seleçao ha fatto quello che meglio non poteva fare. Nel secondo tempo, sembrava un’altra squadra. Cos’è successo durante l’intervallo? Che vi ha detto Dunga?

FP– La parola principale che Dunga ha usato è stata concentrazione. Durante la prima partita contro la Corea nel finale abbiamo preso gol. Nel finale contro la Costa d’Avorio, abbiamo preso gol lo stesso. Noi dobbiamo entrare concentrati per arrivare alla finale, se gli altri pareggiano, poi ci rimontano.

PP– Subito all’inizio del secondo tempo, il Brasile ha preso il gol. Ti sei fermato a pensare perchè tu e Julio Cesar non vi siete capiti in quel momento?

FP– Julio ha gridato, con le vuvuzela è difficile sentire. Quella palla, tu pensi che sta sulla tua testa e invece la manchi. SOno tante cose, difficile cercare il perchè, chi è il colpevole.

PP– Dopo che il Brasile ha preso il secondo gol, avete avuto la sensazione che l’avventura in questa coppa 2010 era finita?

FP– Ti prende quello sconforto,no?

PP– Una domanda che molti si sono posti: perchè Felipe Melo ha calpestato in quel modo Robben, in quella partita?

FP– In quel momento, perdendo 2-1, tutte le giocate che cercavamo di fare non riuscivano, era un momento molto difficile. In quella foga di voler calciare la palla, ho finito per fare un fallo un po’ più duro che ha portato al cartellino rosso.

PP– Quel calcio non è stato volontario?

FP– Ho grande esperienza di calcio. Se avessi voluto fare un’entrata per rompere la gamba a Robben, lui non sarebbe tornato in campo. Ho la mia “malizia”, tutti i giocatori sanno come mettere fuori causa un altro giocatore.

PP– L’immagine mostrava te che calpestavi..e con tutto l’aiuto della tecnologia..la sensazione, per chi ha assistito la partita è che tu avessi perso la testa in quel momento.

FP– Improvvisamente, in quell’istante, io posso avere perso la testa ma nell’intento di voler aiutare, di fare qualcosa in più, perchè il Brasile non si stava trovando in campo.

PP– Alcuni commentatori, tifosi generalmente, già aspettavano, già prevedevano che tu fossi espulso durante una partita di coppa del mondo. Perchè secondo te le persone hanno pensato questo? 

FP– È molto facile parlare, da dentro una stanza con l’aria condizionata, di Felipe Melo che sta giocando. Sono un giocatore dal carattere molto forte. Spesso pago tutto questo, pago per essere un tipo che dentro il campo ha una grande grinta. E, a volte, le persone finiscono per pensare che non è grinta e pensano che sia cattivo carattere, che io sia sleale. Ma non è slealtà. Questa è grinta.

PP– Temi di essere considerato il “vile” della Coppa 2010 come già è accaduto con ROberto Carlos in Germania nel 2006?

FP– In qualche modo sono già il “vile”, in qualche modo tento di essere il vile. Sembra che tutto quello che Felipe Melo fa è tutto sbagliato. Le cose buone, tutti le dimenticano. Il primo gol contro la Corea: chi ha iniziato la giocata è stato Felipe Melo. Il primo gol contro l’Olanda, quel passaggio per Robinho..Robinho ha fatto un movimento fantastico che mi ha aiutato molto. Tutto quello che ho fatto non può essere cancellato da un cartellino rosso, in un momento in cui il Brasile era dominato dall’Olanda e perdeva per 2-1.

PP– Il presidente della CBF, Ricardo Teixeira, ha detto che spera che la seleçao passi per un rinnovamento. Pensi di avere chance di giocare nella prossima coppa?

FP– Ah, senza dubbio. Il mio obiettivo adesso è tornare alla Juve, fare un buon lavoro e tornare in nazionale perchè il mio sogno non è finito.

PP– Tu stesso hai detto che la gente aprende dai propri errori. Cosa hai imparato da questa esperienza in Sud Africa?

FP– Nella prossima Coppa del Mondo, senza dubbio eviterei questa entrata su Robben. Non voglio dimenticare questo errore, voglio conservalo come lezione. 

Fonte: http://gazetaweb.globo.com/v2/esportes/texto_completo.php?c=35838

Written by: Stefano

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *