Flamengo invincibile, lotta tra Santos e Corinthians

by Stefano on

Alcune brevi considerazioni sul campionato carioca appena concluso. Il Flamengo si è confermato una squadra ben costruita e organizzata e grazie a una maggiore continuità rispetto agli avversari si è portato a casa anche la Taça Rio.

Quando penso al Flamengo, penso al gioco offensivo e a una fase difensiva un po’ allegra. Invece questo Flamengo si sta rivelando molto più pragmatico che spettacolare, riuscendo a sfruttare appieno le chance che gli si presentano. La finale del campionato carioca contro il Vasco è stata la dimostrazione di come la solidità sia la caratteristica fondamentale della squadra di Luxemburgo.

I tifosi del Vasco, e io sono uno di loro, stanno vivendo l’ennesima delusione. Anche perchè durante la partita i cruzmaltinos hanno sprecato diverse occasioni per sbloccare il match. Va detto però, che se si guarda a come il Vasco ha iniziato il campionato carioca, non si può reclamare più di tanto. La squadra è stata rivoluzionata in pochi mesi con l’arrivo di nuovi giocatori e un nuovo tecnico e con la vendita di un giocatore simbolo come Carlos Alberto che adesso nemmeno il Gremio vuole più.

A San Paolo invece, si vive con grande attesa la prima finale tra Santos e Corinthians. I meninos da Vila hanno eliminato a sorpresa il Sao Paulo, squadra che avevo pronosticato come favorita per la conquista del torneo insieme al Corinthians. Come  il Flamengo, anche il Santos mi ha sopreso per l’equilibrio che la squadra ha saputo trovare in campo.

Di solito con il Santos ti aspetti dei risultati “zemaniani”. Invece, anche lontano da Vila Belmiro, il Santos è riuscito a fare risultato mantenendo inviolata la propria porta. Colpa anche delle tante assenze del Sao Paulo in avanti (non a caso si pensa a Luis Fabiano come salvatore della patria) ma la sensazione è che Ganso, Neymar ma anche altri giocatori come Danilo (elogiato recentemente da Galliani) siano giocatori di qualità superiore, capaci di cambiare il volto di una squadra.

Per questo, molto difficilmente rimarranno in Brasile per il Brasileirao 2011, l’Europa li aspetta.

Written by: Stefano

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