Perché oggi è più difficile contrattare giocatori brasiliani?

by Stefano on




C’era una volta l’Europa, destinazione preferita di tutti (o quasi) i giovani talenti del calcio brasiliano.

Fino a pochi anni fa, la strada per arrivare al successo, alla fama, ai soldi passava obbligatoriamente per il vecchio continente. Si facevano carte false (vedi il caso Eriberto alias Luciano) per poter approdare in una qualunque squadra della Serie A italiana, della Premier League inglese o della Liga spagnola.

I talenti sbocciavano giovanissimi in qualche club malandato della periferia di Rio o Sao Paulo e club come Barcellona,  Real Madrid, Manchester United o Milan, tanto per citarne alcuni, erano pronti a comprarli per cifre irrisorie e trasformarli in campioni. Non serve tornare indietro agli anni ’80 quando i più forti calciatori brasiliani dell’epoca militavano tutti o quasi nel campionato italiano (ricordiamo JuniorFalcãoSócrates, Zico ecc..) basti ricordare i più recenti casi di Ronaldo, Rivaldo, RonaldinhoKaká e Adriano.

Oggi però la tendenza è cambiata e per i grandi club europei non è più così facile e soprattutto economico contrattare giocatori brasiliani. Perché?

Il primo è un motivo di marketing. I club brasiliani non hanno lo stesso potere economico di quelli europei e non possono permettersi di pagare da soli salari da capogiro ai loro migliori di giocatori. Per ovviare a questa situazione i club si accordano con grandi gruppi finanziari o società di marketing per l’utilizzo dei diritti d’immagine dei calciatori. In un momento di forte crescita economica in Brasile  e con grandi eventi sportivi alle porte, molte società sono disposte a investire grosse cifre per avere i testimonial più popolari.



Ronaldinho è stato preso dal Flamengo grazie agli accordi con la Traffic, una delle più grosse società di marketing del Sud America, che si è impegnata a pagare una bella quota dello stipendio dell’atleta e proprio in questi giorni il Banco Santander ha chiuso un accordo con il Santos per lo sfruttamento dell’immagine di Neymar  da qui ai Mondiali del 2014.

Spesso dunque i club europei che si interessano a un giocatore brasiliano si trovano a dover trattare con più interlocutori detentori di diverse quote, opzioni e diritti dell’atleta.  Per questo molte trattative durano mesi e poi si arenano: basti pensare ai casi estivi di Rhodolfo, Ganso e Leandro Damião oltre al già citato Neymar.

A questo si aggiunge un altro fattore da non sottovalutare. Negli ultimi anni le più famose squadre europee devono fronteggiare il potere economico di club russi, arabi e cinesi  che possono arrivare a offrire ai calciatori cifre astronomiche difficilmente eguagliabili (vedi il caso Eto’o). Ovviamente i talenti del calcio brasiliano sono gli obiettivi principali di queste società che vogliono esportare “il calcio samba” nei propri paesi. Dentinho (ex Corinthians) e Diego Tardelli (ex Atletico-Mg) sono due esempi di buoni giocatori che dopo essersi messi in evidenza nel Brasileirão hanno deciso di provare l’esperienza nel campionato russo.

Written by: Stefano

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