Del Piero in Brasile, perché no?

by Stefano on




fonte: Tuttosport

In Brasile si guarda sempre con interesse al calcio internazionale, principalmente ai campionati di Italia, Spagna e Inghilterra. Nemmeno gli sportivi brasiliani saranno quindi rimasti indifferenti a quanto accaduto ieri nell’ultima giornata del campionato italiano.

Del Piero, Gattuso, Nesta e Pippo Inzaghi, campioni che per vent’anni sono stati espressione della tradizione calcistica italiana hanno salutato i propri tifosi, indossando (forse) per l’ultima volta quella maglia a cui è legata gran parte della loro carriera.  Nonostante la non più giovane età, per loro non è ancora giunto il momento di appendere gli scarpini al chiodo. Lo hanno detto chiaramente: si sentono bene, hanno ancora voglia di allenarsi, di giocare e di sentirsi ancora protagonisti. Anche se difficilmente li vedremo ancora nel campionato italiano. Questione di rispetto o di ingaggio, per alcuni; per altri di ritmi e stress difficili da sostenere per una stagione intera.

Meglio guardare all’estero verso campionati meno impegnativi e con ricchi proprietari disposti a offrire contratti principeschi anche a un giocatore di 37 anni. Stati Uniti, Asia e Arabia Saudita finora sono state le mete preferite per finire la carriera. Una sorta di prepensionamento, diciamo. Ma se davvero Del Piero e compagni vogliono rimettersi in gioco, continuando tuttavia a guadagnare bene, potrebbero fare un pensierino al Brasile.



La crescita economica che sta accompagnando il Paese negli ultimi anni, ha fatto maturare anche il calcio brasiliano. I grandi club stanno sfruttando al meglio sponsorizzazioni e patrocini mettendo in piedi vincenti strategie di marketing con le quali assicurano contratti sempre più vantaggiosi per i calciatori più forti. È così che il calcio brasiliano ha invertito il flusso che portava verso l’Europa i migliori giocatori. Oggi si assiste non solo a un “fenomeno di ritorno” di celebrati campioni come Ronaldinho ma anche alla crescente consapevolezza nei nuovi talenti che si può essere milionari e vincenti, come Neymar, anche rimanendo in patria.

Per alcuni il marketing sportivo è in Brasile è una grossa bolla: ma da quando il Corinthians, grazie a Ronaldo, è riuscita a polverizzare tutti i record di vendita di magliette in un solo giorno e ad assicurarsi un contratto principesco con la Globo per i diritti tv questa bolla non ha fatto che crescere. E crescerà ancora pensando che fra 2 anni in Brasile ci saranno i mondiali di calcio.

Ma i calciatori europei dovrebbero fare un pensiero al Brasile anche perché il livello del campionato è cresciuto tecnicamente, i centri sportivi stanno diventando all’avanguardia e  la Copa Libertadores non sarà la Champions League ma viene trasmessa da tutte le principali pay-tv europee. Anche il fattore sicurezza, uno dei maggiori deterrenti finora, sta migliorando: certo il Brasile ha ancora i suoi problemi, ma grazie alla stabilità politica e la crescita economica offre sicuramente più garanzie del Daghestan o della Cina.

Voci di corridoio dicono che Seedorf, altro campione che dovrebbe lasciare il Milan, sia vicino al Botafogo. E perché non immaginarsi allora un Del Piero ancora bianconero ma con la maglia del Vasco sfidare Inzaghi e Ronaldinho di nuovo in rossonero ma con la divisa del Flamengo?

 

Written by: Stefano

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