Brasile-Italia vista da un italiano a Rio de Janeiro

by Stefano on

Mettiamola così: se sei a Rio e c’è Brasile-Italia, sai bene che le chance di ghignare in faccia a quelli che ti chiamano “gringo” e ti ricordano in continuazione quante coppe del mondo hanno alzato, sono veramente poche. Però alla fine pensi: per lo meno con i brasiliani non ti annoi di sicuro.

E alla fine mi sono convinto ad andare a vedere la partita a Leblon, uno dei più bei quartieri di Rio, in una specie di grande circolo all’aperto con mega-schermo. Per l’occasione è stato creato anche un evento con vari personaggi dello spettacolo e dello sport conosciuti qui in Brasile che commentano la partita stile Gialappa’s. Tra questi ospiti, il grande Jairzinho Furacão. Sì, proprio quello che c’ha bastonato nel 4-1 di Messico 1970. Una foto con lui e due chiacchiere sono state d’obbligo.

Inizia la partita. Neanche il tempo di capire gli schemi e le marcature che Hulk quasi segna l’1-0 dopo pochi secondi. In quel momento ho capito l’importanza di avere sempre un “chopp“, un bicchiere di birra gelata, li davanti durante la partita. Al ’90 il conto delle birre supererà quello dei gol, ma è un’altra storia.

Col passare dei minuti, nonostante la pochezza italiana a centrocampo e in attacco, ho pensato che il Brasile non fosse poi tutto ‘sto gran giocare. Una squadra furba e con giocatori decenti che non siano Aquilani e Montolivo, avrebbe approfittato della poca lucidità brasiliana per colpire in contropiede o su palla ferma. E invece su palla ferma ci hanno segnato loro proprio nel momento che ti fa più rosicare, ovvero il recupero del primo tempo.

Secondo tempo. Amaramente scorrono le immagini di Pirlo in panchina e i brasiliani intorno a me sono abbastanza rilassati. Nessuno si aspetta che un tal Giaccherini possa infilarsi in area smarcato da un tacco volante di Balotelli e fare 1-1. Tutti seduti e io in piedi con i pugni al cielo gridando “GOOOOOL”. Il gelo.

Purtroppo quella bella sensazione di equilibrio svanisce in fretta grazie al sor Buffon che prende gol sul suo palo su una punizione non imprendibile di Neymar. Io continuerò a raccontarla così nonostante i brasiliani li intorno fossero convinti della prodezza del loro numero 10.

Al 3-1 di Fred ho realizzato che al centro della difesa non c’era Barzagli. E non mi spiego come fa un attaccante che passa più tempo a donne che su un campo di allenamento ad avere più sprint di Chiellini. Già, Chiellini, che pochi minuti dopo fa rosicare tutti con quel piattone alla Roby Baggio in Italia-Nigeria del ’94 e che quasi mi fa stendere il barista venuto a portarmi in quell’esatto momento l’ennesima birra.

Oh,  alla fine quasi ci credevo. I brasiliani spompati e Maggio sulla sinistra che spinge parecchio. Purtroppo però su quella traversa che ha respinto il pallone del 3-3 ho capito che era finita. E a farlo capire anche agli altri ci ha pensato un’altra volta Buffon coordinato perfettamente dalla nostra difesa di bradipi che ha concesso a Fred (dico…Fred!) di segnare il 4-2 definitivo.

Insomma, hai voglia a spiegare con un fare distaccato il fatto che la partita è stata equilibrata e il risultato bugiardo. Tanto a questo ci penserà la Gazzetta, o no?

Written by: Stefano

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