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fonte: goal.com

Doria, promettente difensore cresciuto nelle giovanili del Botafogo e titolare fisso in prima squadra sarà venduto in questa sessione di mercato. Il club carioca, pieno di debiti, ha bisogno di liquidità per poter sanare alcune pendenze, tra cui gli stipendi arretrati di molti giocatori in rosa. E la vendita di Doria dovrà essere effettuata in fretta e senza dare tempo alla Receita Federal, il Fisco brasiliano, di pignorare i soldi ricavati.

La strategia del Botafogo infatti è “dribblare” i controlli del Fisco sapendo che l’organismo non controlla i conti correnti del club 24 ore al giorno. Per questo la cessione di Doria dovrà essere “lampo” e il ricavato dovrà essere girato subito sui conti dei giocatori che ancora devono ricevere lo stipendio. Lo scorso giovedì un parte dei debiti del club è stato sanato ma la società non ha ancora saldato gli stipendi di giugno.



“Non è facile – spiega Il direttore tecnico del Botafogo – la crisi finanziaria esiste non solo a causa dell’interdizione dell’Engenhão ma anche per i pignoramenti. Questo non succedeva negli anni passati. Non ci piace e sento vergogna per non poter pagare gli stipendi regolarmente ma purtroppo questa è la realtà del club quest’anno”

La crisi finanziaria del Botafogo si è accentuata dopo che la Prefettura di Rio ha interdetto al club l’uso dell’Engenhao. Dal 26 marzo il Botafogo non sta incassando soldi quindi per le partite casalinghe e questo ha comportato una perdita grave nelle casse del club.

La cessione inevitabile di Doria però non sarà un’operazione facilissima. È vero che ci sono molti club interessati tra cui Chelsea, Juventus, Benfica e Barcellona ma il Botafogo accetta di negoziare solo sulla base minima di 10 milioni di euro (30,5 mln di reais).

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