fonte: Editoria de Arte/Folhapress

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Perché la stagione calcistica in Brasile inizia a gennaio e finisce a dicembre? È forse la prima domanda che si pone chi inizia a seguire il calcio brasiliano. Generalmente si può dire che questo calendario è frutto di accordi con altre federazioni che giocano la Copa Libertadores e la Copa Sulamericana. Certamente questo calendario particolare diventa problematico nell’anno in cui si giocano i mondiali (e proprio in Brasile), che  cadono proprio nel bel mezzo del Brasileirão.

Questa strana differenza con l’Europa inizia ad essere un peso tanto che 75 calciatori professionisti della Serie A e B brasiliana hanno dato vita ad un movimento che chiederà alla CBF di cambiare il calendario dei campionati.



A far parte di questo movimento ci sono nomi come Aex (Coritiba), Rogério (São Paulo), Paulo André (Corinthians) o Dida (Grêmio). Insoddisfatti con la proposta della CBF di iniziare la stagione il 12 gennaio 2014, i giocatori si riuniranno nei prossimi giorni per discutere una proposta alternativa. Il principale argomento è la quantità di partite del calendario attuale: si gioca troppo e il livello tecnico del Brasileirao ne risente.

Il movimento indica 3 proposte di cambiamento nel calendario: la prima prevede l’adeguamento al modello europeo (con la stagione che inizia a metà dell’anno). Il secondo tema riguarda il numero massimo di partite per periodo, ovvero non arrivare a giocare più di 7 partite in 30 giorni (attualmente si arriva a 8-9)

Il pre-stagione è l’altro punto di discussione. Nel 2014 infatti le squadre avranno meno di 5 giorni per preparari all’inizio dei campionati regionali.

Altri punti riguardano i giorni di vacanze che potranno essere goduti dai giocatori e un piano di “fair play finanziario” per i risolvere i tanti casi di ritardo nei pagamenti degli stipendi. L’idea è che i club presentino a inizio stagione un piano finanziario dettagliato per i pagamenti dei giocatori e che i club stessi avranno l’obbligo di rispettare.

Ora la palla passa alla CBF che dovrà decidere se ascoltare le richieste del movimento o iniziare un duro braccio di ferro.

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