Garrincha, Jairzinho e oggi Hulk: la magia della maglia n.7

by Stefano on

Jairzinho 2013

A lato di Jairzinho, durante la partita Brasil x Italia, Confederation Cup 2013

Una delle cose più belle, in questi giorni di avvicinamento ai Mondiali in Brasile, è ripercorrere la storia dei mondiali e in particolare della nazionale brasiliana. Imperdibili, da questo punto di vista, sono i racconti di Federico Buffa su SKy o i libri come Brazil di Lorenzo Longhi. Anche il web offre tanti spunti: il sito di GloboEsporte o il portale di UOL dedicato ai mondiali in questi giorni sono fonti interessantissime.

Leggevo ad esempio una curiosità sulla maglia n.7 della nazionale, che si è tramandata negli anni tra giocatori sempre molto differenti tra loro. È stata la maglia di Garrincha, l’ala per eccellenza, che ha fatto del dribbling ubriacante il suo marchio di fabbrica. Ma è stata anche la maglia indossata da Jairzinho che nel 1970 segnò 7 gol in 6 partite (un fatto inedito ancora oggi) guadagnandosi il soprannome di Furacão da Copa (L’uragano della Coppa del Mondo).

L’allora tecnico dell’Inghilterra, Sir Alfred Ramsey, dopo la partita contro il Brasile, persa proprio per un gol di Jairzinho dichiarò che nemmeno Pelé era stato difficile da marcare quanto il numero 7. Lo stile di Jairzinho era differente da Garrincha: Mané dribblava, poi si fermava e dribblava di nuovo, sorridente. Jairzinho andava dritto passando sopra gli avversari, determinato. Come un Furacão, appunto.

Tra pochi giorni, a Brasile 2014, toccherà a Hulk vestire la maglia n.7 e curiosamente, il giocatore dello Zenit è l’unico che per corporatura e forza fisica può ricordare Jairzinho. Chissà se il suo impatto, unito alla fantasia di Neymar e l’opportunismo sotto porta di Fred, porteranno anche questo giovane Brasile nella storia.

Written by: Stefano

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *