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Indovinare l’eroe del giorno oggi è facile. Su tutti i giornali, siti e pagine facebook, il nome è quello di Julio Cesar. Si celebra lui più che la vittoria sudatissima e stiracchiata di un Brasile che continua a vincere ma  non a convincere. Perché un mondiale di calcio è fatto, oltre che dai risultati, anche e soprattutto di storie ed episodi che rimangono impresse nella memoria collettiva di ogni sportivo. Di questa coppa del mondo in Brasile, finora ci ricorderemo sicuramente del morso di Suarez e da ieri, dei miracoli di Julio Cesar contro il Cile.



Tra il pianto, le promesse (“ne paro 2, anzi 3…”) poco prima dell’inizio dei calci di rigore e l’euforia generale dopo il palo centrato da Jara nell’ultimo rigore c’è tutta la storia di Julio Cesar. Quattro anni fa, in Sudafrica, era stato indicato insieme a Felipe Melo come uno dei responsabili della sciagurata partita persa contro l’Olanda. A quel mondiale seguirono anni difficili in cui Julio Cesar è passato da essere titolare nell’Inter a riserva nel QPR fino ad accettare la proposta del Toronto (dove si allenava anche di notte al parco) pur di giocare e essere convocato da Felipao. Diciamolo: il suo nome, fino ad oggi, suscitava perplessità tra i brasiliani perché in molti al suo posto avrebbero preferito Jefferson del Botafogo.

Ma il calcio è così: può essere ingiusto, come lo è stato ieri per il Cile, che sicuramente non meritava di uscire, ma può anche far diventare il giocatore meno atteso nell’eroe del giorno.

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