Brasile: la stampa contro Scolari parla di sconfitta anticipata.

by Stefano on

stampa brasiliana contro scolari

A poche ore dall’inizio del quarto di finale con la Colombia, l’immagine del Brasile che Felipe Scolari si è sforzato in tutti i modi di trasmettere è quella di una squadra talmente certa della vittoria da apparire tremendamente insicura.

I segnali sono evidenti. Ad esempio la scelta del tecnico di voler parlare alla vigilia del match solo con 6 giornalisti di fiducia e non in una conferenza stampa aperta. Oppure le lacrime di Julio Cesar e l’isolamento durante i calci di rigore del capitano Thiago Silva evidenziate dalla stampa come “grande passione” ma forse anche segno di fragilità emotiva.

Questi e altri aspetti negativi sono stati evidenziati, forse anche eccessivamente da Mauro Cezar Pereira, blogger di ESPN Brasil nel suo ultimo post intitolato “La sconfitta anticipata del calcio brasiliano” (A derrota antecipada do futebol brasileiro). Ecco cosa scrive:

“Non importa il risultato di Brasile-Colombia. Se la squadra verdeoro avanzerà alle semifinali e poi alla finale, non cambierà niente. Il calcio brasiliano conta già una sconfitta in questo mondiale quando ha perso la possibilità di evolvere, di mostrare al mondo qualcos’altro oltre a “importa solo vincere”.

Non si tratta di giocare bene, ma presentare qualcosa di evidente, un calcio ben giocato, tecnico, una squadra competitiva che impone il proprio gioco.Qualcosa diverso da quello che si è visto nelle prime quattro partite. E le dichiarazioni rilasciate dai membri della commissione tecnica lasciano intendere che questa squadra non ha capacità di raggiungere un livello alto.

La conquista del titolo è improbabile ma non impossibile quando si tratta di una squadra in maglia “amarelinha” vestita da giocatori nati in Brasile che oltretutto giocano in casa. Nel 1998 Zagallo già era un tecnico superato, e senza un piano tattico ma con una squadra riempita di giocatori di ottimo valore arrivò in finale. Per poi esse “trucidato” dai francesi che erano una squadra migliore.

È una pena ma con il ritorno di professionisti distanti da nuove idee che segnano il calcio, senza un gioco competitivo che sfrutti il potenziale dei giocatori la Seleçao non è avanzata. Anzi,è indietreggiata. Si è appoggiata a una bugia chiamata Confederation Cup in cui ha giocato bene una partita ma si è parlato come se avesse disputato un torneo eccellente.

Il titolo alla fine potrà essere conquistato attraverso un cammino confuso con l’aiuto dell’imponderabile. Maschererebbe un lavoro fatto male e mostrerebbe come il talento dei calciatori brasiliani è capace di superare anche una guida tecnica approssimativa. La seleçao gioca male quanto la maggior parte delle squadre che disputano le nostre competizioni.

La nazionale potrebbe essere un modello nuovo, ma passa per la copia di quello che abbiamo di peggiore”.

Alla faccia dell’ottimismo.

Written by: Stefano

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