Brasile-Germania: i 10 motivi di un tracollo annunciato

by Stefano on

perché il brasile ha perso 7-1

Ho preferito prendere 48 ore di tempo prima di scrivere questo articolo. Servivano per cercare  di spiegare il più razionalmente possibile una partita che di razionale ha avuto ben poco. Non solo: immaginavo quanto sarebbe accaduto subito dopo la partita, ovvero che la Rete sarebbe stata invasa dalle opinioni di chiunque. Volevo leggere quanto avrebbero scritto giornalisti, opinionisti, ex giocatori, tifosi e persino politici su quella che nella storia prenderà il posto del Maracanaço del 1950 come la più grande disfatta del calcio brasiliano.

Le ragioni di questo tracollo, di un 7-1 che brucerà a lungo nell’animo di un popolo intero vanno al di là degli aspetti tecnici della partita in sé, alcuni dei quali erano stati già evidenziati in post precedenti. Ho cercato di riassumerle in 10 punti, non necessariamente da leggere in ordine di importanza.

1) Le scelte di Scolari. Le maggiori responsabilità sono della commissione tecnica, della CBF e di Felipe Scolari.Partiamo dalle convocazioni: Dal 2010 al Brasile manca un regista (l’ultimo vero in questo ruolo è stato Gilberto Silva) e un attaccante (a questo dedico un punto a parte). L’unico in rosa che poteva essere adattato (ma doveva essere provato prima del mondiale) era Hernanes che ha giocato 35 minuti in tutto. Inoltre, Scolari si è andato a incastrare in un modulo il 4-2-3-1 che con i giocatori in rosa non è riuscito mai a variare e senza Neymar è finito per essere completamente inefficace.

2) Fred. Dare la colpa a lui è facile, ma anche qui la responsabilità è di chi ha messo tutto il peso dell’attacco sulle sue spalle.Con Neymar a svariare e a prendere palla quasi a centrocampo è rimasto ancora più isolato. Fred non è mai stato un fenomeno neanche quando era al top della sua carriera negli anni del Lione e anche negli ultimi mesi al Fluminense è stato spesso acciaccato.

3) Il reparto difensivo. Si è salvato solo Thiago Silva, ma i brasiliani hanno invece celebrato David Luiz che ha sì mostrato grande carattere e grinta ma anche un indisciplina tattica incredibile. Anche Dante, che pure gioca al Bayern Monaco e avrebbe dovuto conoscere Muller e compagni non è stato in grado di guidare la difesa e tenere le posizioni.

4) Il centrocampo. Nel 2010 a fare il regista c’era Felipe Melo ed è finita come sappiamo. Nel 2014 Scolari insiste nel mettere due mediani come Paulinho e Fernandinho a far gioco. Con il risultato che Neymar e Oscar dovevano venire a prendersi il pallone dietro e giocare lontano dalla porta e Paulinho, ad esempio, preoccupato più a difendere che ad attaccare gli spazi si è visto pochissimo nell’inserimento che è forse la sua arma migliore.

5) La Confederation Cup. Il fatto di aver vinto la Confederation ha creato delle convinzioni sbagliate che Felipe Scolari non ha mai voluto mettere in discussione. Eppure i limiti di gioco si erano visti anche un anno fa e c’era tutto il tempo per provare nuove soluzioni e giocatori.

6) L’obbligo di vincere. Questa seleçao non è la più scarsa mai vista ma una squadra composta da molti giovani talenti, senza esperienza internazionale e mandati in campo con l’obbligo di vincere. Si è sentita in campo l’assenza di un leader carismatico, uno come Kakà ad esempio. Contrariamente a quanto ho letto, il crollo con la Germania non è avvenuto dopo il 1° gol ma dopo il 3° ovvero quando la squadra ha capito che la partita era ormai definitivamente compromessa. Un gruppo più esperto (e un allenatore più capace) avrebbe predicato calma, cercato di limitare i danni e il passivo per arrivare a giocarsi il tutto per tutto nel secondo tempo.

7) L’infortunio di Neymar. L’assenza di Thiago Silva contro la Germania è stata pesante, ma ancor più quella di Neymar. Non per un fatto tecnico quanto perché nei giorni precedenti, invece di focalizzarsi sull’avversario che si doveva incontrare in semifinale tutti (squadra, media etc..) hanno parlato solo dell’assenza del numero 10, del fallo di Zuniga, del dover “giocare per Neymar”. L’avevo già scritto dopo la vittoria con il Messico, questo gruppo mi sembrava emotivamente fragile. Probabilmente con Neymar e Thiago Silva in campo la Germania avrebbe vinto lo stesso, ma non 7-1.

8)Il calcio brasiliano. Sento spesso che il calcio italiano è in crisi. E quello brasiliano? Probabilmente va rivista la valutazione di certi giocatori che i club europei, russi e arabi sono sempre ben disposti a pagare. Mi sembra che negli ultimi anni siano sempre di meno i Campioni con la C maiuscola che arrivano dal Brasile.  Eppure li sono convinti, sempre e comunque, che i loro giocatori sono i migliori. Parreira, ad esempio,  nella prima conferenza stampa del mondiale dichiarò: É só olhar o time que nós temos. Temos a zaga mais cara do mundo. Temos jogadores experientes, com qualidade, respeitados no futebol internacional, jogando em casa. Somos favoritos, sim”  (Basta solo guardare che squadra abbiamo. Abbiamo il difensore più pagato al mondo. Abbiamo giocatori di esperienza, qualità, rispettati nel calcio internazionale e ora giocano in casa. Siamo favoriti, sì.” )

9) Il Brasileirao. Tra i convocati di Scolari solo Fred e Jo giocano in Brasile, gli altri tutti all’estero. Non c’è veramente di meglio nel Brasileirao? Ad esempio nel Cruzeiro, squadra campione in carica, giocatori come Everton Ribeiro e Ricardo Goulart forse meritavano una chance. Sullo stato del calcio in Brasile, in parte do ragione a Romario che subito dopo la sconfitta ha pubblicato un durissimo attacco alla CBF, denunciando anche che  i club brasiliani, sempre più indebitati e invischiati in situazioni finanziarie poco chiare, non stanno più formando i giovani talenti come una volta.

10) La stampa brasiliana. Nel 2010 Dunga aveva insultato un giornalista durante una conferenza stampa. Nel 2014 Scolari manda al diavolo tutti (“Gostou, gostou. Se não gostou, vai para o inferno”) e sceglie di parlare solo con 6 giornalisti di fiducia. Sarà un caso ma in tutte e due le occasioni il Brasile è uscito ridimensionato dal Mondiale..anche se stavolta molto di più.

Written by: Stefano

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