La favola di Marquinhos: da venditore di gelati a titolare nel Cruzeiro

by Stefano on




marquinhos cruzeiro

foto: uol esporte

Marquinhos è stato uno dei protagonisti della vittoria del Cruzeiro sul Vitoria nell’ultimo turno di campionato. Il giovane attaccante esterno era alla sua prima apparizione con la maglia del Raposa che lo ha acquistato dal Bahia durante la pausa per i mondiali.

La storia di Marquinhos è una di quelle favole del calcio brasiliano: una storia fatta di povertà, tristezza e lutti ma anche di tanta forza di volontà e, fortunatamente, con un lieto fine.

“La mia storia è un po’ triste un po’ felice, per tutto quello che ho passato. Volevo smettere di giocare ma con il sostegno dei miei genitori e dei miei amici ora sono qui. Ho pensato di abbandonare quando ho perduto il primo fratello. Poi ne ho perso un altro. Ma sono riuscito ad alzare la testa grazie alla mia famiglia, ho lavorato duro per dare loro allegria ed è questa la cosa più importante”.



Giocatore rapido, Marquinhos non è mai stato un bomber. Nei momenti più difficili della sua vita e della sua carriera gli è stato attribuito il soprannome di “attaccante triste” perché, quando era al Bahia nel 2011, non esultava dopo aver segnato in rispetto del fratello morto.

Meno di due anni dopo, il fato si è ripetuto, quando anche un altro fratello morì. Marquinhos grazie alla famiglia è riuscito a superare le difficoltà ma ricorda quanto è stata dura riuscire ad affermarsi come calciatore professionista.  Prima di essere tesserato dal Bahia infatti vendeva gelati per strada, i picolé (ghiaccioli artigianali) che sua madre preparava in casa e che lo aspettavano al suo ritorno da scuola. Lui usciva per venderli ma si fermava a giocare a pallone per strada e la maggior parte dei gelati andavano perduti o venivano mangiati dai suoi amici.

Acquistato dal Cruzeiro a giugno ha partecipato con la squadra alla tourné negli Stati Uniti e al suo debutto domenica scorsa è stato decisivo con due assist per i gol di Ricardo Goulart e Manoel.

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Written by: Stefano

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