Shakhtar Donetsk: Il “mistero” dei brasiliani scomparsi

by Stefano on

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foto: maidirecalcio.com

Da alcuni giorni tiene banco, non solo in Brasile, il caso dei 6 giocatori brasiliani in forza alla squadra ucraina dello Shakhtar dati per dispersi dopo un’amichevole giocata in Svizzera contro il Lione.

Alex Teixeira, Dentinho, Douglas Costa, Fred e Ismaily, insieme all’argentino Facundo Ferreyra sono fuggiti durante la notte dall’albergo dove la squadra alloggiava perché non volevano imbarcarsi sull’aereo che li avrebbe ricondotti in Ucraina. “Troppa paura” della guerra che si sta combattendo nella regione, soprattutto dopo l’abbattimento dell’aereo civile della Malaysia Airlines, avrebbero confidato ai loro parenti più stretti.

Alcuni però sospettano che dietro ci sia dell’altro. Il presidente del club ha invitato i giocatori a tornare garantendo l’incolumità ma ha anche ricordato che i giocatori hanno dei contratti da rispettare e che in questo “ammutinamento” loro avranno la peggio.

Sulla questione contratti è intervenuto anche il tecnico del club Lucescu per il quale dietro tutto questo ci sarebbe il procuratore dei giocatori Kia Joorabchian (famoso in Sudamerica per essere stato l’artefice dell’operazione che portò Tevez e Mascherano al Corinthians) che avrebbe colto al volo l’occasione della crisi politica ucraina per “liberare” i propri assistiti e  sistemarli in destinazioni più gradite. Sui giocatori brasiliani dello Shakhtar, in particolare Douglas Costa, circolano da settimane voci di un interessamento di vari club europei, tra cui la Roma (non è un caso che la notizia dell'”ammutinamento” sia seguita e rilanciata da molti siti di notizie sui giallorossi).

Perché Lucescu è convinto che sia una strategia ordita dal procuratore? Molti calciatori brasiliani vengono acquistati, spesso giovanissimi e dopo appena qualche buona partita disputata, con dei contratti d’oro ma blindatissimi. Per i club brasiliani, spesso indebitati, fare affare con russi, ucraini, arabi è una manna dal cielo. Per questi ragazzi che si vedono ricoperti di soldi a volte è difficile rifiutare. Chissà quanti di loro sono informati sul paese dove andranno a giocare o su cosa significhi passare dai 35° gradi del Brasile a temperature sotto zero.

Il risultato è che molti talenti che in Brasile a 17 anni sembravano già dei campioncini (“craques”), arrivano in Russia e si “bruciano”. Basti pensare al caso Vitinho. E se qualcuno invece si mette in mostra, per i club inglesi, spagnoli o italiani diventa complicato acquistarli anche perché la volontà del giocatore di andare via non interessa agli ucraini che non hanno bisogno di fare cassa. Ricordiamo i 35,50 milioni di euro che il Chelsea ha dovuto sborsare per strappare Willian all’Anzhi. Una cosa è certa: prendere tanti soldi non basta a “farsi piacere” la vita in paesi problematici come l’Ucraina o l’Azerbaijan.

Ecco perché Lucescu pensa che i sei ragazzi, spinti dal procuratore, vogliano usare la “scusa” della guerra per liberarasi dal contratto con lo Shakhtar e firmare per altri club. Questa situazione ancora una volta dovrebbe far riflettere anche la CBF sulla necessità di rafforzare il calcio brasiliano, valorizzare il brasileirao e cercare di mantenere più a lungo i giocatori promettenti in Brasile.

Written by: Stefano

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