Storia di Magno: 10 anni fa una promessa del Botafogo ora vigilante e giocatore amatoriale

by Stefano on

Magno ai tempi del Botafogo

Dieci anni fa Magno – detto “Juruna” per i suoi tratti indigeni – era definito una “joia” una giovane promessa del Botafogo. Il tecnico Cuca l’aveva voluto in prima squadra ma dopo un brillante inizio, come tanti giovani talenti brasiliani, si perse per strada. Oggi lavora come vigilante e gioca il sabato e la domenica nei campetti amatoriali dove guadagna 500 reais a partita. A 28 anni riceve ancora proposte da club professionisti ma lui preferisce la stabilità di un lavoro sicuro.

Nella lista dei convocati del Botafogo che inizia il pre-campionato questa settimana a Domingos Martins (Espirito Santo) 14 dei 30 giocatori provengono dalle giovanili e sono stati appena promossi tra i professionisti. Uno scenario ben differente rispetto al 2007 quando il club carioca contava su pochissimi giovani e tra loro Magno, 18 anni, considerato uno dei principali talenti. Futuro craque come si dice da quelle parti. Magno ebbe un inizio impressionante, fu protagonista nella partita d’esordio nel campionato brasiliano 2006 vinta sulla Juventude al Maracana. Troppo giovane e immaturo,però, non seppe reggere alle pressioni e alle “distrazioni” che l’improvvisa fama gli portò. Dal Botafogo finì in un giro di squadre sempre meno importanti: América-RJ, Macaé e Metropolitano, Santa Helena, Sergipe e Cabofriense prima di ritornare a giocare nel campionato “capixaba” dell’Espirito Santo.

Fu allora, quando un dirigente di una squadra gli offrì un contratto al 50% del valore che decise di abbandonare il calcio professionistico e dedicarsi a quello amatoriale. Iniziò a lavorare come controllore sugli autobus fino a diventare vigilante. Giocando per la squadra amatoriale dell’Ilha Real, a Vilha Velha pochi chilometri da Vitoria, guadagna da 500 reais fino a 1000 a partita. Ogni mese tra partite alla “vàrzea” (in Brasile il nome del campo amatoriale, quelli in pozzolana per esempio) e stipendio guadagna più di quanto gli avevano offerto per giocare in club professionista brasiliano.

A 28 anni Magno preferisce la stabilità economica del suo impiego e le partite nel campionato amatoriale che rischiare di nuovo tutto per tornare a fare il “calciatore a tempo pieno”. A meno che non arrivasse una proposta dall’estero. In quel caso avrebbe già le valigie pronte.

fonte: Globoesporte

Written by: Stefano

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