storia di pià da calciatore a ladro

Il calcio brasiliano regala storie incredibili come quella di Reginaldo Rivelino Jandoso, più conosciuto come Piá, che da calciatore è finito ad assaltare i bancomat, finendo in prigione non una ma tre volte!

Da poco tempo è uscito dal carcere dopo una reclusione di 8 mesi e ha deciso di raccontare la sua storia ad una emittente televisiva brasiliana.



Nella sua carriera Piá ha vestito le maglie di 25 club, raggiungendo fama e successo negli anni Novanta quando dal Ponte Preta si trasferì al Corinthians. Con un ingaggio di circa 100mila reais al mese, Piá non si faceva mancare nulla: auto di lusso, feste, donne, viaggi e tanto tanto alcol. Non usava carte di credito o pagamenti a rate: quello che vedeva comprava tutto in contanti. Ma il suo tenore di vita spregiudicato lo portò a spendere più di quello che guadagnava. In un periodo della sua vita, arrivò ad avere 5 auto di lusso e una moto Suzuki nel garage. Piá era un buon centrocampista, amato dalla torcida del Corinthians ma il suo vizio di bere lo portò in pochi anni fuori dal calcio che conta, fino a costringerlo ad abbandonare il professionismo.

Fu allora che senza soldi, senza lavoro e frequentando amicizie sbagliate iniziò a rubare, specializzandosi nell’assalto ai bancomat. I soldi che rubava alimentavano l’illusione di poter continuare la “bella vita” che faceva da calciatore.

La prima volta che venne arrestato erano passati appena 7 giorni dal suo matrimonio. La moglie inconsapevole della vita criminale del marito cercò di discolparlo, nonostante la polizia avesse trovato nell’auto dell’ex Corinthians attrezzi per scassinare. Ma dopo qualche mese Piá fini nuovamente in carcere, sempre per lo stesso reato. Rilasciato dopo qualche giorno, dopo neanche una settimana, si ritrovò coinvolto in un’altra rapina che costò 8 mesi di galera.

La moglie nonostante tutto gli è rimasta sempre vicina, e per la sua famiglia Piá ha deciso di raccontare la sua storia in tv iniziando il suo percorso di redenzione con l’obiettivo di tornare ad occuparsi di calcio insegnando ai giovani le possibilità ma anche i rischi di una carriera da calciatore professionista.

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