brasile 2014

La bottiglietta verde degli argentini e Branco

fonte: copadomundo.uol.com.br/

Nel mondiale italiano del 1990, Brasile e Argentina sono due tra le favorite per la vittoria finale ma il tabellone le mise una contro l’altra agli ottavi di finali. Si gioca a Torino, stadio Delle Alpi, in un caldo pomeriggio di fine giugno.

Il Brasile nel primo tempo parte forte prendendo una traversa con Branco. Ad ogni pausa di gioco, il massaggiatore argentino Galindez approfitta per entrare in campo e portare acqua per far dissetare Maradona e compagni. Con lui ha due bottigliette: una trasparente contenente solo acqua e un’altra bottiglietta verde con dentro un liquido contenente qualche farmaco stordente, forse sonnifero.

L’argentino Monzon per sbaglio beve dalla bottiglietta verde ma i compagni subito gli dicono di sputare. Maradona offre la bottiglietta verde a Valdo ma il giocatore rifiuta l’offerta, ma Branco si avvicina e beve dalla bottiglietta con acqua “truccata” offertagli da Giusti.

Subito dopo Branco comincia a sentirsi male, si sente intontito e poco dopo capisce il trucco degli argentini. Prova a denunciarlo all’arbitro ma non viene creduto. Negli spogliatoi dopo il primo tempo Branco riporta l’accaduto al tecnico Lazaroni e viene visitato dal medico sociale brasiliano Lidio Toledo. Si sente un po’ meglio e torna in campo per giocare il secondo tempo. Alla fine finirà 1-0 per l’argentina con gol di Caniggia.

Branco a fine partita racconta il trucco dell’acqua “avvelenata” anche ai giornalisti che non lo prendono sul serio.

Anni dopo, durante un’amichevole tra Brasile e Argentina, Ruggeri che faceva parte della spedizione argentina al mondiale ’90 confessò a Branco che la storia della bottiglietta verde era vera. La storia saltò fuori di nuovo durante una trasmissione televisiva in cui Maradona stesso raccontò l’accaduto tra le risate di tutto il pubblico. Branco, ormai in pensione, assistette a quella confessione in tv e si tolse finalmente un peso dalle spalle dopo che per tanti anni non era stato creduto da nessuno.

Questa storia è raccontata magistralmente con una infografica a fumetti sul sito UOL dedicato ai Mondiali Brasile 2014: http://copadomundo.uol.com.br/infograficos/2014/como-maradona-envenenou-branco-em-90/

Elzo brasile 1986

fonte: copadomundo.uol.com.br

Al mondiale del 1986 in Messico, venne chiamato dall’allora CT Telê Santana il mediano dell’Atletico-MG Elzo, un giocatore che non brillava molto tecnicamente ma di grande dedizione, un calciatore di “sostanza”, si direbbe. Eletto per 3 anni consecutivi come miglior giocatore mineiro in quel mondiale finì per togliere il posto addirittura a Falcão.

La convocazione nei 30 atleti pre-selezionati, da cui sarebbero stati tagliati poi 8 giocatori, fu una delle sorprese e non mancarono le critiche di giornalisti e tifosi. Elzo però era uno dei quei giocatori che non si risparmiava mai: era il primo ad arrivare agli allenamenti e l’ultimo ad andarsene.

Un giorno però, durante il ritiro pre-mondiale, Telê Santana lo prese da parte nello spogliatoio e gli urlò: “Guarda Elzo, ti dico solo una cosa: i campioni qui sono Zico, Falcao, Socrates, Junior, Eder..tu qui non sei niente, capito? Sarai il primo della mia lista ad essere tagliato, pensi che mi inganni restando fino a tardi agli allenamenti o il primo che arriva? Non mi inganni..non ti comporti da uomo, sei solo un ragazzino. Se resto ancora qui a parlare con te finisce che ti metto le mani addosso..”

Elzo rimase sorpreso da quelle parole così dure che non riuscì neanche a reagire. Entrò sotto la doccia e si mise a piangere, pensando che avrebbe fatto meglio a fare le valigie e andarsene quella sera stessa. Poi però cambiò idea e pensò: “domani arriverò ancora prima del solito agli allenamenti, farò vedere chi è che non ha le qualità”.

Cosi fece ed Elzo non solo non venne “tagliato” dalla lista dei convocati ma disputò appunto un mondiale da protagonista e fu uno dei migliori nonostante l’eliminazione del Brasile nei quarti di finale contro la Francia.  Con Tele Santana non si parlarono per tutto il mondiale e nemmeno durante il viaggio di ritorno.

Dopo qualche tempo i due si incrociarono in una churrascaria di Belo Horizonte. Elzo si aspettava un atteggiamento freddo da parte del tecnico ma avvenne il contrario. Telê spiegò che aveva usato quelle parole dure per metterlo alla prova, per vedere come avrebbe reagito in una situazione in cui  non solo il pubblico e la stampa ma anche il proprio allenatore era contro di lui. Ci fu un abbraccio tra i due e a piangere stavolta fu il “duro” ma buono Telê.

Tratto dahttp://copadomundo.uol.com.br/noticias/redacao/2014/06/03/patinho-feio-do-brasil-em-86-diz-que-foi-humilhado-por-tele-no-vestiario.htm

Gli stadi brasiliani sono solo per i ricchi

by Stefano on

stadi brasiliani

Reinaldo, 39 anni, è un tifoso fanatico del Flamengo. Uno di quelli che allo stadio ci va da quando aveva 6 anni. Non in uno stadio qualunque ma al Maracanà con il quale ha un rapporto quasi viscerale. Quando nacque suo figlio, Reinaldo fece a sè la promessa di portarlo a vedere tutte le partite del Flamengo al Maracaná. Una promessa che, con la nuova riforma dello stadio in vista dei Mondiali 2014, non ha potuto mantenere. “Già prima dell’inizio dei lavori era difficile: il biglietto più economico costava 40 reais. Adesso è un assurdo, il prezzo è salito a 80 reais. Se aggiungi una bibita, un panino o altro si arriva minimo a 150 reais. Quale lavoratore si può permette di spendere una cifra simile per andare allo stadio?” .

Gli stadi brasiliani solo per tifosi d’elite

Quanto riportato da Reinaldo, è quello che sta vivendo la maggior parte dei tifosi brasiliani ed è l’esempio di un processo che in Brasile è stato chiamato “elitizzazione degli stadi“: escono i tifosi delle fasce popolari, entrano i tifosi delle classi elitarie. “È in corso un processo di trasformazione dello stadio in un luogo di consumo dedicato a un tifoso con più possibilità economiche” denuncia l’antropologo Antonio Oswaldo Cruz della Università Federale di Rio de Janeiro.

Questo processo sarebbe iniziato già nel 2000 con i primi lavori di restringimento della capienza del Maracaná. Lo studioso cita come altro esempio lo stadio di Curitiba, Arena da Baixada, costruito su un modello più europeo per volere dei dirigenti dell’Atletico-PR che non volevano più un pubblico di scatenati e ubriachi ma più un pubblico di “spettatori”. Il processo di “elitizzazione” degli stadi e l’aumento incontrollato dei prezzi degli ingressi preoccupa anche il Ministero dello Sport brasiliano. In occasione della Confederation Cup il segretario nazionale ha commentato: “una famiglia per andare al Maracanà dovrebbe spendere 400 reais, un assurdo. Questo non è un prezzo da partita di calcio, chiaro che questo allontana le classi sociali meno abbienti ma è ridicolo pensare che il calcio che è uno sport popolare allontani proprio le classi popolari. I club dovrebbero pensare a altre forme di guadagno che non sia l’aumento del prezzo degli ingressi.

brasile 2014

La Fifa ha ufficialmente aperto da ieri la prenotazione dei biglietti per i prossimi mondiali 2014 in Brasile. Secondo una nota della stessa Fifa, in 7 ore sono arrivate più di un milione di richieste per i biglietti: ovvero circa 1/3 del totale dei biglietti disponibili per le 64 partite del torneo.

I cinque paesi da cui sono arrivate le maggiori richieste sono Brasile, Argentina, Stati Uniti, Chile e Inghilterra. Le partite più richieste sono ovviamente quella di apertura nell’Arena Sao Paulo e la finalissima che si disputerà al Maracana. Questa prima fase di vendita si concluderà il 10 di ottobre mentre il sorteggio dei gruppi e il conseguente calendario sarà fatto a dicembre.

Durante questa 1° fase di vendita, se le richieste di biglietti supereranno l’effettiva disponibilità (cosa alquanto probabile) si procederà con il meccanismo dell’estrazione casuale.