Renato Portaluppi

Gremio InternacionalL’inizio del campionato brasiliano 2011 non è stato dei più felici per le squadre di Porto Alegre. L’Internacional non è andato oltre l’1-1 in casa del Santos mentre il Gremio ha perso in casa contro il Corinthians per 2-1.

Il pareggio dell’Inter non può essere considerato un risultato positivo viste le tante assenze nelle fila del Santos che ha schierato praticamente le riserve per preservare i titolari, come Neymar, per la partita di Libertadores.

Secondo Falcão, tecnico dei Colorado, la colpa è delle energie spese dalla squadra pochi giorni prima nell’ultimo confronto contro il Gremio nella finale del campionato gaucho. Ma la scusa non giustifica l’opportunità sciupata di iniziare il campionato con 3 punti conquistati.

Se la ricorderanno a lungo, i tifosi della Roma, l’esperienza disastrosa di Adriano in giallorosso. Un contratto milionario per giocare 8 partite, segnare zero gol collezionando però fughe in Brasile, festini e sbronze da paura. Uno score che rischia di far sbiadire persino il ricordo di Renato Portaluppi, altro “fenomeno” del calcio brasiliano che ha vestito la maglia della Roma verso la fine degli anni ’80.

Adriano Ribeiro Leite oggi è l’Imperatore decaduto, che ha conosciuto gloria e successo in giovane età ma non è stato capace di gestirli. Auto esiliatosi dall’Italia ha provato a rialzarsi, a riprendere la giusta via. L’annata straordinaria nel 2009 al Flamengo con cui ha vinto campionato e titolo di capocannoniere ha convinto i dirigenti della Roma a dargli un’altra chance per tornare ai fasti del primo Adriano, quello che a 17 uscì tra gli applausi del Bernabeu dopo aver segnato un gol pazzesco su punizione. Peccato che Rosella Sensi e Pradè si siano fermati a guardare solo i gol di Adriano in maglia rubro-negra e non i suoi allenamenti. Fossero andati a cercarlo alla Gavea, centro sportivo del Flamengo, non lo avrebbero trovato quasi mai.

Nonostante i tanti propositi di riscatto sbandierati, l’esperienza di Adriano II detto “il breve” è finita quasi ancor prima di cominciare. Appena arrivato a Roma, tempo di una sgambata in allenamento, Adriano si è infortunato saltando così buona parte del girone di andata e giocando solo pochi scampoli di partita. Si diceva che avesse problemi con Ranieri che però gli ha concesso per ben due volte di filarsela a Rio de Janeiro da cui è sempre tornato in ritardo, senza nemmeno avvisare la società. E Ranieri lo ha sempre difeso, anche quando è stato beccato ubriaco al volante di un auto durante un controllo stradale a Barra da Tijuca.

È una fortuna, per la Roma, che Adriano abbia deciso di risolvere consensualmente il contratto. Perché nonostante le varie clausole sulla condotta puntualmente non rispettate, il giocatore avrebbe potuto anche continuare a fare vacanze romane fino al 2013.

Ma la saudade del Brasile, con il campionato brasiliano che sta per cominciare, è stata troppo forte per Adriano. Tornare al Flamengo sarebbe il suo sogno, ma lì Ronaldinho ha già preso il suo posto nel cuore dei tifosi. Potrebbe trovare spazio al Corinthians come successore di Ronaldo, altro attaccante di peso. Oppure al Palmeiras o al San Paulo. Peccato però che dal Brasile tutti si dichiarino “non interessati”ad Adriano. Alla soglia dei 30 anni e con un tale palmares di multe per indisciplina, difficilmente l’Imperatore avrà altre grandi occasioni in carriera.

Qualche buon contratto potrebbe riuscire a strapparlo: a patto che decida di lasciare di nuovo le calde spiagge di Rio e andare a battere cassa in Ucraina come già stanno facendo vecchie glorie brasiliane come Roberto Carlos e Romario.