seleçao brasileira

libro fluminense

fonte: netflu.com.br

Questo sabato, presso la sede storica del Fluminense a Laranjeiras (Rio de Janeiro) sarà presentato un libro intitolato “Nós somos a História” (Noi siamo la Storia). Il volume che racconta i fatti e le curiosità più importanti dei 100 anni di storia del club carioca e del rapporto  con la nazionale brasiliana. Nel giorno della presentazione, nella tribuna d’onore dello stadio das Laranjeiras, l’ingresso sarà gratuito per tutti i tifosi che vorranno acquistare il libro che però costerà 70 reais (circa 22 euro).

I tifosi presenti però potranno anche scattare una foto con il pallone usato per la prima partita dalla Seleçao e conservato nello stadio, che è il più antico di Rio de Janeiro. Sabato sarà anche la vigilia della partita amichevole con l’Italia, che vedrà presenti giocatori del passato e del presente del Fluminense.

Firmato da Dhaniel Cohen, Heitor D’Alincourt e Carlos Santoro, “Nós somos a História” sarà il quinto libro pubblicato dal Fluminense dal 2012.

La bottiglietta verde degli argentini e Branco

fonte: copadomundo.uol.com.br/

Nel mondiale italiano del 1990, Brasile e Argentina sono due tra le favorite per la vittoria finale ma il tabellone le mise una contro l’altra agli ottavi di finali. Si gioca a Torino, stadio Delle Alpi, in un caldo pomeriggio di fine giugno.

Il Brasile nel primo tempo parte forte prendendo una traversa con Branco. Ad ogni pausa di gioco, il massaggiatore argentino Galindez approfitta per entrare in campo e portare acqua per far dissetare Maradona e compagni. Con lui ha due bottigliette: una trasparente contenente solo acqua e un’altra bottiglietta verde con dentro un liquido contenente qualche farmaco stordente, forse sonnifero.

L’argentino Monzon per sbaglio beve dalla bottiglietta verde ma i compagni subito gli dicono di sputare. Maradona offre la bottiglietta verde a Valdo ma il giocatore rifiuta l’offerta, ma Branco si avvicina e beve dalla bottiglietta con acqua “truccata” offertagli da Giusti.

Subito dopo Branco comincia a sentirsi male, si sente intontito e poco dopo capisce il trucco degli argentini. Prova a denunciarlo all’arbitro ma non viene creduto. Negli spogliatoi dopo il primo tempo Branco riporta l’accaduto al tecnico Lazaroni e viene visitato dal medico sociale brasiliano Lidio Toledo. Si sente un po’ meglio e torna in campo per giocare il secondo tempo. Alla fine finirà 1-0 per l’argentina con gol di Caniggia.

Branco a fine partita racconta il trucco dell’acqua “avvelenata” anche ai giornalisti che non lo prendono sul serio.

Anni dopo, durante un’amichevole tra Brasile e Argentina, Ruggeri che faceva parte della spedizione argentina al mondiale ’90 confessò a Branco che la storia della bottiglietta verde era vera. La storia saltò fuori di nuovo durante una trasmissione televisiva in cui Maradona stesso raccontò l’accaduto tra le risate di tutto il pubblico. Branco, ormai in pensione, assistette a quella confessione in tv e si tolse finalmente un peso dalle spalle dopo che per tanti anni non era stato creduto da nessuno.

Questa storia è raccontata magistralmente con una infografica a fumetti sul sito UOL dedicato ai Mondiali Brasile 2014: http://copadomundo.uol.com.br/infograficos/2014/como-maradona-envenenou-branco-em-90/

Elzo brasile 1986

fonte: copadomundo.uol.com.br

Al mondiale del 1986 in Messico, venne chiamato dall’allora CT Telê Santana il mediano dell’Atletico-MG Elzo, un giocatore che non brillava molto tecnicamente ma di grande dedizione, un calciatore di “sostanza”, si direbbe. Eletto per 3 anni consecutivi come miglior giocatore mineiro in quel mondiale finì per togliere il posto addirittura a Falcão.

La convocazione nei 30 atleti pre-selezionati, da cui sarebbero stati tagliati poi 8 giocatori, fu una delle sorprese e non mancarono le critiche di giornalisti e tifosi. Elzo però era uno dei quei giocatori che non si risparmiava mai: era il primo ad arrivare agli allenamenti e l’ultimo ad andarsene.

Un giorno però, durante il ritiro pre-mondiale, Telê Santana lo prese da parte nello spogliatoio e gli urlò: “Guarda Elzo, ti dico solo una cosa: i campioni qui sono Zico, Falcao, Socrates, Junior, Eder..tu qui non sei niente, capito? Sarai il primo della mia lista ad essere tagliato, pensi che mi inganni restando fino a tardi agli allenamenti o il primo che arriva? Non mi inganni..non ti comporti da uomo, sei solo un ragazzino. Se resto ancora qui a parlare con te finisce che ti metto le mani addosso..”

Elzo rimase sorpreso da quelle parole così dure che non riuscì neanche a reagire. Entrò sotto la doccia e si mise a piangere, pensando che avrebbe fatto meglio a fare le valigie e andarsene quella sera stessa. Poi però cambiò idea e pensò: “domani arriverò ancora prima del solito agli allenamenti, farò vedere chi è che non ha le qualità”.

Cosi fece ed Elzo non solo non venne “tagliato” dalla lista dei convocati ma disputò appunto un mondiale da protagonista e fu uno dei migliori nonostante l’eliminazione del Brasile nei quarti di finale contro la Francia.  Con Tele Santana non si parlarono per tutto il mondiale e nemmeno durante il viaggio di ritorno.

Dopo qualche tempo i due si incrociarono in una churrascaria di Belo Horizonte. Elzo si aspettava un atteggiamento freddo da parte del tecnico ma avvenne il contrario. Telê spiegò che aveva usato quelle parole dure per metterlo alla prova, per vedere come avrebbe reagito in una situazione in cui  non solo il pubblico e la stampa ma anche il proprio allenatore era contro di lui. Ci fu un abbraccio tra i due e a piangere stavolta fu il “duro” ma buono Telê.

Tratto dahttp://copadomundo.uol.com.br/noticias/redacao/2014/06/03/patinho-feio-do-brasil-em-86-diz-que-foi-humilhado-por-tele-no-vestiario.htm

Paulinho aspetta una “buona offerta” dell’Inter

by Stefano on

Paulinho Seleçao

fonte: ahebrasil.com.br

Il centrocampista del Corinthians Paulinho, è tornato a parlare dell’Inter dal ritiro della nazionale. Già da tempo oggetto del desiderio del presidente Moratti, il giocatore ha ribadito di stare bene in Brasile e ha avvisato: “chi mi vuole deve presentarsi con una buona offerta”.

Di certo il valore di questa “buona offerta” continua a salire viste le prestazioni di Paulinho sia con la maglia del Corinthians che con quella verdeoro della Seleção. Ma il giocatore ammira comunque l’Inter: “club famoso in tutto il mondo, dove hanno giocato Ronaldo, Julio Cesar, Lucio e Maicon. A chi non piacerebbe vestire la maglia dell’Inter? Non è un problema se non hanno alzato un trofeo quest’anno, sono pronti alla rivincita, stiamo parlando di una squadra che qualche anno fa ha vinto tutto”.

I primi contatti per Paulinho sono iniziati l’anno scorso, il giocatore è stato vicino al trasferimento in Italia a gennaio ma poi l’affare è saltato.

fonte: placar.abril.com.br

Tornato in patria dopo aver preso parte alla spedizione olimpica con la nazionale brasiliana, Bruno Uvini  difensore che piace molto alla Roma e al Napoli, parla alla stampa e reclama maggior spazio nel suo club, il São Paulo.

Uvini non è stato convocato per l’amichevole contro la Svezia ed è stato intervistato da alcuni giornalisti all’aeroporto di Guarulhos (SP). “Me lo sono sempre chiesto (il perché non gioco con continuità) ma non riesco a capire. Non ho mai avuto problemi con nessun allenatore. Ho avuto degli infortuni in alcuni periodi, è vero ma non so quale sia veramente il problema”,  ha dichiarato il giocatore che ha debuttato in prima squadra nel 2010.

Formatosi nelle giovanili del São Paulo, Bruno Uvini, 21 anni a febbraio è stato mandato in prestito al Tottenham dove però non ha collezionato una presenza. ora, l’opportunità di riprendere al Sao Paulo sotto la guida di Ney Franco che già lo ha allenato quando faceva parte della nazionale brasiliana under-20.

E alla domanda sulle proposte ricevute dall’Italia, in particolare dalla Roma e dal Napoli, risponde così:

La tragica profezia di Socrates

by Stefano on

@Futirinhas

Se penso a Socrates, la prima cosa che mi viene in mente è una videocassetta sulla storia della nazionale di calcio italiana dal 1978 al 1990.

Faceva parte di una raccolta comprata da mio zio: l’avevo doppiata artigianalmente e non mi stancavo mai di guardarla. Avevo 8-9 anni ma avrei voluto essere più vecchio di qualche anno solo per poter avere memoria di quella famosa notte d’estate del 1982, la notte di Italia-Brasile 3-2.

In quella storica partita, Socrates segnò il gol del momentaneo 1-1 ricevendo in area di rigore un passaggio filtrante di Zico e infilando Zoff con un piattone preciso e potente sul primo palo. Quante volte ho visto e rivisto quell’azione sulla videocassetta e quante volte ho provato a imitare quel gesto tecnico sui campetti di buche, sassi e pozzolana del mio quartiere!

In quella videocassetta c’erano Falcão, Zico e Rivelino ma Socrates era impressionante.  A quell’epoca era difficile trovare un calciatore alto più di 190 cm che combinasse forza fisica, velocità e al tempo stesso una tale eleganza nei movimenti.

In quegli anni e in quelli successivi, dove il mito di certi giocatori brasiliani i ragazzi della mia età l’hanno conosciuto attraverso film come “L’allenatore nel pallone” e  “Paulo Roberto Cotechinho”, l’impegno politico e sociale di Socrates mi era completamente sconosciuto.  Non avevo idea di che personaggio fosse dentro e fuori dal campo, come riporta questo bellissimo articolo di Tommaso Pelizzari su Corriere.it.

Socrates ammirava Che Guevara e ci assomigliava pure con quella barba folta e la fascia intorno ai capelli . Ma Socrates, come altri campioni brasiliani di ieri e di oggi, amava anche fumo, alcool e belle donne.  Talento, carisma e dissolutezza: elementi ricorrenti nella storia di altri campioni del passato, come George Best, che solo la morte ha fatto diventare leggenda.

E perché la storia di Socrates possa già oggi diventare leggenda basta ricordare una sua frase, datata 1983. Alla domanda di un giornalista: “Come immagini la tua morte?”,  lui rispose “Quero morrer em um Domingo e com o Corinthians Campeão”  (voglio morire di domenica e con il Corinthians campione”).

Qualcuno lassù deve averlo ascoltato,  il Brasileirao 2011 non poteva avere un epilogo differente.

Adeus doutor, descanse em paz. 

 

Ultimi giorni di calciomercato in Europa, periodo in cui le squadre più blasonate tendenzialmente mettono a segno i grandi colpi. Al centro di alcune trattative ci sono diversi giocatori brasiliani, tra cui Casemiro del Sao Paulo (conteso da Roma e Inter) oltre che i ricorrenti nomi di Ganso e Neymar.

Come appassionato di calcio brasiliano vengo spesso interpellato da amici e lettori di questo blog su nuovi talenti e su altri nomi di giocatori che non circolano tra gli addetti ai lavori e che meriterebbero tuttavia di essere seguiti con maggiore attenzione.

Senza nulla togliere ai vari Ganso e Neymar, il cui costo però è già divenuto proibitivo per molti club,  ecco i 10 giocatori del campionato brasiliano che mi sentirei di consigliare.